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La Farmacia Oristanese opera un taglio sui sensori.

La Farmacia Oristanese opera un taglio sui sensori.

L’appello alla politica non ha risolto la situazione.

Da quasi tre mesi la farmacia territoriale dell’Ospedale di Oristano, alla quale si rivolgono le persone con diabete per il ritiro dei sensori CGM, non riconosce più il Piano Terapeutico dato del Diabetologo e neppure l’atto autorizzativo che lo accompagna a firma del responsabile del Distretto Sanitario, definendoli entrambe "non conformi alle direttive ricevute".

La situazione che ha gravemente colpito decine e decine di persone, compresi i bambini, ha indotto trenta famiglie di piccoli pazienti a scrivere una petizione indirizzata: al Presidente della RAS Christian Solinas,; al Presidente del Consiglio Regionale On. Michele Pais e all’Assessore alla Sanità On. Mario Nieddu, affinché si prenda atto della necessità di adeguare le norme che limitano la prescrizione dei sensori CGM per il monitoraggio della glicemia.

Nonostante questo appello nulla è cambiato anzi l'Assessorato alla Salute ribadisce con una nota di fine febbraio indirizzata all'ATS, l'obbligo di mantenere la prescrizione secondo gli attuali stringenti criteri, chiudendo di fatto per il momento ogni possibile prospettiva.
Questo fenomeno che inizialmente  ha avuto origine presso la farmacia Ospedaliera di Oristano ad oggi, dopo la citata nota dell’Assessorato, coinvolge le farmacie Ospedaliere di tutta la Sardegna.

Alla richiesta di chiarimenti sul perché di questa decisione ci è stato approssimativamente spiegato che il piano terapeutico che normalmente veniva presentato, è realizzato secondo i criteri della determina ATS 7588 del 2019 che fa propria una gara realizzata in Piemonte, attraverso la quale è possibile prescrivere fino a 45 sensori all’anno, a parere della farmacia  invece esso dovrebbe essere realizzato in base alla delibera della Regione Sardegna 46/13 del 2016 che stabilisce un numero di sensori molto inferiore.
In maniera più tecnica il problema emerge in quanto l’ASSL e quindi l’ATS, sarebbe obbligata a dare corso a quanto indicato nella delibera regionale e non a quanto invece riportato nella determina dirigenziale della stessa ATS.  
In particolar modo si cita il fatto che la determina ATS riguarderebbe esclusivamente il meccanismo di approvvigionamento e non quello della distribuzione.

Il monitoraggio continuo della glicemia ha un’estrema importanza nella gestione della patologia, ed inoltre ha e mantiene un senso, se garantito per tutti i giorni, in quanto  attraverso lo stesso, si determinano scelte utili e coerenti a conseguire gli obiettivi glicemici.
In caso contrario, in assenza dei dispositivi è altrettanto facile intuire che, non solo è vanificata la possibilità di un contenimento della glicemia entro certi valori, ma la stessa qualità della vita del paziente e dell’intera famiglia le quali si  deteriorano in maniera importante.
Allo stato attuale, nonostante la petizione e le numerose note stampa pubblicate su varie testate, non ci risultano progressi nella risoluzione del problema che, per quanto abbiamo compreso è raggiungibile solo con una presa d’atto della Politica Regionale attraverso un provvedimento che superi o adegui la delibera 46/13.
Stante così le cose, non appare superfluo rappresentare le difficoltà dei pazienti e delle famiglie  ai quali si era data una prospettiva di cura per circa un anno, basata su un numero sufficiente di sensori, che oggi viene a mancare per la impossibilità di ottenere questi ultimi. L'esigenza della cura tutt'oggi viene raggiunta grazie l'acquisto privato da parte delle famiglie dei sensori,  aggravando così le condizioni economiche delle stesse,  già compromesse dal momento di crisi dovuto all'emergenza data dal Sars-Cov-2.

 

 

 

 

 


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